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Aumenti pedaggi in autostrade italiane 2020: novità dal 1° gennaio

È un appuntamento che si rinnova ogni anno per ben 2 volte: parliamo dei pedaggi autostradali che a gennaio e poi a giugno di ogni anno aumentano provocando non pochi disagi, soprattutto ai pendolari che si muovono sulla rete autostradale.

Ogni anno, infatti, le concessionarie autostradali fanno domanda al Ministero dei Trasporti per aumentare i pedaggi in base:

  • all’inflazione del Paese
  • alla produttività
  • agli investimenti

allo scopo di offrire un servizio ottimale agli automobilisti. Così dicono, loro… perché, al contrario, il malcontento degli italiani che devono percorrere la rete autostradale a un costo maggiore sembra crescere ogni anno sempre di più.

Vediamo allora quali sono le principali novità che riguardano gli ipotetici aumenti delle autostrade per il 2020.

 

Sommario:

Aumenti pedaggi in autostrade italiane 2020: novità dal 1° gennaio

Aumenti autostrade 2020: a chi sono stati concessi

Aumenti autostrade 2020: a chi sono stati negati

Pedaggi autostradali 2020: come comportarsi al casello

Pedaggi autostradali 2020: 5 errori da non fare in autostrada

Codeghini Auto: la tua officina autorizzata Opel a Milano

 

Aumenti autostrade 2020: a chi sono stati concessi

Il Ministero dei Trasporti ha concesso gli aumenti delle autostrade nel 2020 solamente a 4 concessionarie. Ecco quali sono:

  1. CAV (A4 Padova – Venezia e Passante di Mestre, A57 Tangenziale Mestre ovest): +1,20%
  2. Autovia Padana (A21 Piacenza-Brescia): +4,88%
  3. Be.Mi. (A35): +3,79%
  4. Pedemontana Lombarda (A36): +0,80%

Queste concessionarie, tuttavia, prevedono sconti agli utenti abituali. Ad esempio, Bre.Be.Mi. ha rinnovato, per tutto il 2020, la riduzione del 20% sui pedaggi per gli automobilisti con abbonamento Telepass e per i pendolari.

 

Aumenti autostrade 2020: a chi sono stati negati

Allo scoccare della mezzanotte del primo gennaio 2020, tutti gli italiani si aspettavano il consueto rincaro sui pedaggi autostradali. Eppure così non è stato…

A renderlo noto è proprio il Ministero dei Trasporti che cita il Decreto Milleproroghe. Tale Decreto ha infatti posticipato gli aumenti delle autostrade previsti a inizio 2020 per la quasi totalità della rete autostradale. In particolare, il decreto identifica 4 diverse situazioni:

·       Pedaggi autostradali 2020: le Tariffe Scadute

Per tutte le concessionarie con piano regolatorio pervenuto a scadenza, il decreto stabilisce che il termine per l’adeguamento delle tariffe autostradali relative al 2020 è differito sino alla definizione del procedimento di aggiornamento dei Piani economici finanziari predisposti in conformità alle delibere adottate dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART). Ecco le concessionarie interessate da questa situazione:

  • Autostrade per l’Italia
  • RAV
  • SAT
  • Strada dei Parchi
  • Satap (A4)
  • Milano Serravalle
  • Brescia Padova
  • Asti-Cuneo
  • SALT (Autocamionale della Cisa)
  • SALT (Tronco Ligure Toscano)
  • Autostrada dei Fiori (Tronco A10)
  • Autostrada dei Fiori (Tronco A6)
  • SAV
  • SITAF
  • Tangenziale di Napoli
  • CAS

·       Pedaggi autostradali 2020: le Tariffe Bloccate

Per le concessionarie con contratto di concessione scaduto, il decreto ha bloccato l’incremento tariffario. Parliamo di:

  • ATIVA (A5 Torino-Quincinetto e A55)
  • Autostrada del Brennero (A22)
  • Autostrade Meridionali (A3)
  • Autovie Venete (A4 Venezia-Trieste, A23 Palmanova-Udine, A28, A34, A57 Tangenziale Mestre Est)
  • SATAP (A21 Torino-Piacenza)

·       Pedaggi autostradali 2020: le Tariffe Congelate

È stato ulteriormente confermato il congelamento degli incrementi tariffari relativi agli anni precedenti per le società concessionarie:

  • Strada dei Parchi, sospesi 12,89% per l’anno 2018 e 5,59% per l’anno 2019
  • Autostrade per l’Italia, sospeso 0,81% per l’anno 2019
  • Milano Serravalle, sospeso 2,62% per l’anno 2019

Inoltre qualsiasi incremento tariffario che riguarda Strada dei Parchi è ulteriormente sospeso fino al 31 ottobre 2021. Mentre sulle autostrade A24 e A25 continueranno ad applicarsi le tariffe di pedaggio vigenti alla data del 31 dicembre 2017.

Riassumendo, il Decreto Milleproroghe ha bloccato gli aumenti delle autostrade nel 2020 per il 95% della rete autostradale.

 

Pedaggi autostradali 2020: come comportarsi al casello

Aumenti pedaggi autostradali tariffe per l’anno 2018

Ogni giorno molti automobilisti percorrono le nostre autostrade, per cui sanno comportarsi dinanzi a possibili situazioni anomale al casello, senza recare disagi o danni ad altri veicoli. Tuttavia, a fronte di tale gruppo di automobilisti che potremmo definire consapevoli, ne esiste un altro che, avvicinandosi al casello, si ritrova in situazioni di difficoltà. Un esempio? L’errata entrata nella corsia del casello, o lo smarrimento del biglietto, o ancora la mancanza di denaro per il pagamento della tratta. In ognuno di questi casi, niente panico: per ogni circostanza esiste infatti una soluzione.

·       Regola n° 1: imboccare la corsia giusta

La prima regola da seguire per non creare disagi a sé stessi e agli automobilisti è individuare la corsia giusta, sia al casello d’entrata, sia al casello d’uscita. È quindi importante osservare attentamente la segnaletica per immettersi nella corsia dei biglietti o in quella del telepass. In caso di distrazione e quindi di scelta errata della corsia è importante non fare retromarcia: il suggerimento è quello di proseguire sino a destinazione, così da garantire la propria sicurezza e quella degli altri guidatori. Una volta giunti nei pressi dell’uscita del casello, è opportuno incolonnarsi nella corsia del pagamento in contanti: se è presente l’operatore, bisognerà far presente l’errore, in caso contrario, sarà opportuno richiedere lo scontrino di mancato pagamento.

·       Regola n° 2: conservare con il biglietto

Sappiamo che può capitare: nonostante l’attenzione, si arriva al casello dell’autostrada e non si trova più il biglietto. Anche in questo caso, niente panico. In caso di perdita del biglietto, la Legge prevede – in linea generale – un pagamento calcolato sulla base del casello autostradale più lontano dalla stazione di ingresso. Ad esempio: se si proviene da Nord e il pagamento deve essere effettuato al casello di Salerno, la stazione più lontana è quella di Aosta. Ciò significa che si dovrà pagare un’ingente somma anche se sono stati percorsi pochi km. Tuttavia, è possibile richiedere di pagare l’importo effettivo del percorso effettuato, poiché la Società Autostrade può riscontrare la veridicità dei fatti grazie alla presenza di telecamere poste all’entrata e all’uscita dei caselli.

·       Regola n° 3: pagare la tratta percorsa

Non c’è niente da fare: l’autostrada va pagata. Eppure succede ancora oggi di trovare automobilisti privi di contanti. E per quanto possa sembrare strano, sprovvisti anche di bancomat o carte di credito. In una situazione di questo tipo, ciò che si può fare è richiedere lo scontrino di mancato pagamento direttamente al casello. Verrà quindi rilasciato un documento che conterrà i dati del veicolo, la tratta percorsa e l’importo da pagare.

La spesa dovrà essere saldata entro 15 giorni dalla data di rilascio dello scontrino, recandosi presso gli Uffici Postali oppure nei Punti Blu di Autostrade. In caso di saldo mancato, il conducente dovrà farsi carico, oltre all’importo della tratta percorsa, anche degli oneri di accertamento.

 

Pedaggi autostradali 2020: 5 errori da non fare in autostrada

La guida è una cosa seria: un errore – anche a prima vista banale – può mettere a rischio la nostra vita e quella degli altri automobilisti. Ancor di più in autostrada, la guida richiede un livello di attenzione elevatissimo e conoscere quali sono gli errori più comuni può evitare problemi e spiacevoli conseguenze. Ecco allora che un breve vademecum di errori da non fare quando si guida in autostrada può aiutare i neofiti ma può anche servire da ripasso per i guidatori “maturi” che, confidando nella propria esperienza, tendono a prendere alla leggera situazioni potenzialmente critiche.

  1. Corsia d’emergenza: solo per le vere emergenze

Occupare ingiustamente la corsia d’emergenza – nei casi di ingorghi e code – è scorretto, va contro il Codice della Strada, ma soprattutto può ostacolare i mezzi di soccorso e i veicoli delle Forze dell’Ordine (in caso di necessità). Un’azione di questo tipo è soggetta a sanzione economica oltre a prevedere il ritiro della patente. Esiste solo una circostanza in cui è possibile occupare “liberamente” la corsia d’emergenza: è quella prevista dall’art. 176 del Codice della Strada secondo cui è consentito transitare sulla corsia per la sosta di emergenza al solo fine di uscire dall’autostrada a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a 500 metri dallo svincolo.

  1. Aree per sosta d’emergenza: non sono aree da picnic

Le aree e piazzole per la sosta d’emergenza, dislocate lungo l’autostrada, sono spazi da utilizzare esclusivamente per le soste d’emergenza. Per tutte le altre necessità ci si deve recare presso le aree di parcheggio. La sosta ingiustificata in un’area d’emergenza è sanzionata dal Codice della Strada.

  1. Inversioni o retromarcia: assolutamente vietate

I varchi che separano i due sensi di marcia possono essere utilizzati solo ed esclusivamente dalle Forze dell’Ordine e dai mezzi del gestore dell’autostrada (previa autorizzazione). È vietato quindi per qualsiasi automobilista pensare di utilizzare tali varchi per un’inversione di marcia. Stesso discorso per la retromarcia: se ad esempio si è superata l’uscita o l’area di servizio, si deve proseguire senza tentare di tornare indietro.

  1. La velocità è un rischio, ma lo è anche l’eccessiva lentezza

Andare troppo veloci è paradossalmente pericoloso tanto quanto andare troppo lenti. Sulle autostrade italiane, il limite massimo consentito di velocità è 130 Km/h: in caso di nebbia o condizioni metereologiche avverse, il limite scende a 110 Km/h in caso di pioggia e 50 Km/h in caso di nebbia con visibilità inferiore a 100 metri.

  1. La distanza di sicurezza: rigorosamente da mantenere

È uno degli errori più frequenti in autostrada: il rispetto della distanza di sicurezza tra due veicoli, necessario per assicurare uno spazio d’arresto sufficiente a non tamponare il veicolo che precede.

 

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