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Nuovi tipi di carburanti, nuovi nomi

Negli ultimi anni sono nati nuovi tipi di carburanti, mirati ad accontentare varie esigenze. Queste miscele servono a migliorare le prestazioni dei nuovi motori, che si fanno sempre più futuristici. In un contesto del genere, le denominazioni tradizionali non bastano più. Ecco perché una normativa europea ha imposto nuovi nomi a tutti i carburanti in vendita. Inoltre, autovetture e motocicli di nuova produzione dovranno avere un’etichetta con la sigla della miscela da usare.

La normativa coinvolge anche i carburanti più tradizionali, come benzina e diesel. Devi quindi prestare attenzione a cosa metti nel tuo serbatoio. I nuovi nomi dovrebbero rendere più facile scegliere questa o quella miscela ad hoc. D’altra parte, nei primi tempi il rischio di confondersi sarà sempre dietro l’angolo.

Come cambiano i nomi di benzina, diesel e gas

Oltre che nuovi nomi, i diversi tipi di carburante sono accompagnati anche da simboli specifici. Questi ultimi segnalano la macro-categoria di appartenenza, così da dare una prima indicazione riconoscibile a colpo d’occhio.

  • Cerchio indica i diversi tipi di benzina.
  • Quadrato accompagna i gasoli.
  • Losanga è il simbolo dei carburanti gassosi.

Dentro questi contrassegni ci sono le sigle che identificano il carburante specifico.

Per quanto riguarda i diversi tipi di benzina, le sigle iniziano tutte con la “E”, seguita dalla percentuale di alcol etanolo che contiene. Ad esempio, E5 indica benzina con il 5% di alcol etanolo al suo interno; E85, invece, significa che c’è l’85% di etanolo all’interno del carburante. Nel nostro Paese vedremo però solo E solitarie, dato che la benzina addizionata con etanolo non è diffusa. Le cose si fanno più complicate quando si parla di gasolio.

Le sigle dei vari tipi di gasolio iniziano con la lettera “B”, seguita dalla percentuale di componenti biodiesel presenti nella miscela. Per il gasolio sintetico, invece, si usa la sigla XTL. In questo caso abbiamo quindi:

  • XTL, gasolio 100% sintetico;
  • B7, B10 e così via per il gasolio con il 7%, 10% di biocomponenti;
  • B100, gasolio con il 100% di biocomponenti, il cosiddetto biodiesel.

Per quanto riguarda i carburanti gassosi abbiamo invece:

  • H2 per l’idrogeno;
  • LPG per il Gpl;
  • LNG per il metano liquido;
  • CNG per il metano per autotrazione.

Come scegliere il tuo carburante

Le auto moderne sono sempre più raffinate. Per le vecchie auto con motori diesel andava bene persino l’olio di colza – si credeva – mentre i benzina marciavano anche con alte percentuali di alcol. I motori di oggi sono sì più efficienti, ma anche molto più sensibili. Basta poco per fare il pieno sbagliato e danneggiare la vettura.

Le auto prodotte negli ultimi quattro anni hanno indicazioni precise accanto al tappo, quindi è impossibile sbagliarsi. Per i modelli più vecchi, invece, è possibile fare riferimento al manuale del veicolo. La prima domanda da farti è: la tua auto va a benzina, a gasolio o a gas?

Se è un modello benzina, hai poco di che preoccuparti: come detto sopra, in Italia troverai solo benzina al 100% senza piombo. Cerca la pompa – di solito verde – e vai tranquillo. Lo stesso vale per un modello a gas: la scelta del carburante è limitata. Il discorso cambia con i diesel.

Se hai un modello diesel, dovrai usare il gasolio come carburante. Il nome indica una sostanza ottenuta dalla distillazione frazionaria del petrolio greggio, di solito. In realtà è possibile ottenere una sostanza simile anche a partire da oli vegetali e grassi animali. La si può mischiare al gasolio tradizionale o usarla in purezza, come biodiesel. Di conseguenza, hai a disposizione una gamma molto più vasta di carburanti.

Pro e contro del biodiesel

Il biodiesel B100 – emette meno CO2 rispetto ai carburanti fossili, anche se ci sono diverse discussioni in merito all’effettivo impatto ambientale. Alcuni ritengono infatti che la produzione di questi carburanti sia complessivamente più dannosa rispetto all’uso di diesel tradizionale. Al di là di questo, il biodiesel puro comporta alcuni problemi per il motore.

Una percentuale limitata di biodiesel mischiata al gasolio – B7, B10 o B15 – ne migliora il potere lubrificante. Il carburante scorre meglio, il motore ha prestazioni migliori e c’è un calo delle emissioni dannose. I problemi arrivano con le percentuali più alte di biodiesel, dal B20 in su. La componente organica del carburante provoca infatti l’accumulo di batteri sul fondo di cisterne e serbatoi.

Le auto prodotte prima del 1992 hanno grossi problemi con l’accumulo di residui organici. Questi intaccano la gomma di tubi e guarnizioni, sciogliendola e formando depositi dentro il motore. Le auto più nuove usano gomme più resistenti, ma sopra le 20 parti di biodiesel il problema potrebbe comunque presentarsi. Ecco perché il biodiesel puro o quasi è consigliato solo ad auto che abbiano subito determinate modifiche.

Per usare il biodiesel in tranquillità, è necessario rivedere i raccordi del sistema di alimentazione. Inoltre, i primi tempi è importante controllare spesso il filtro del gasolio per verificare la formazione di particolato.

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