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Prima revisione dell’auto nuova: quando si fa e come non arrivare in ritardo

Chi compra un’auto nuova ha davanti quattro anni senza pensarci. È proprio per questo che la prima revisione è quella che sfugge più facilmente: non c’è un’abitudine consolidata, non è ancora arrivato nessun promemoria e la scadenza non coincide con nessun’altra data del libretto.

Qui sotto trovi come si calcola davvero il termine, che cosa cambia rispetto alle revisioni successive e cosa portare il giorno dell’appuntamento.

Quando si fa la prima revisione di un’auto nuova

Per le autovetture immatricolate per la prima volta la revisione va effettuata entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione. Da quel momento in poi il ritmo cambia e diventa ogni due anni. Le scadenze successive, comprese le categorie di veicoli che restano a cadenza annuale, seguono regole proprie: sono raccolte nella guida su ogni quanto va fatta la revisione. È la differenza principale rispetto a un’auto usata, dove la cadenza biennale è già a regime e la scadenza si legge sull’ultimo tagliando.

Operatore compila la scheda di revisione davanti a un'auto con il cofano aperto

Il termine non è il giorno esatto in cui l’auto è stata immatricolata: si guarda il mese. La revisione va fatta entro l’ultimo giorno del mese in cui cade l’anniversario. Un’auto immatricolata a marzo va quindi revisionata entro il 31 marzo del quarto anno successivo, non entro il giorno preciso di marzo in cui è stata targata.

Dove si legge la data di prima immatricolazione

Sta sulla carta di circolazione, nel campo che riporta la data di prima immatricolazione del veicolo. È quella che conta, e non coincide necessariamente con la data in cui hai ritirato l’auto: fra l’immatricolazione e la consegna possono passare settimane. Se hai comprato un’auto a chilometri zero la distanza può essere anche di diversi mesi, ed è il caso in cui il conto sbagliato costa di più.

Un esempio, per non sbagliare il conto

Un’auto con prima immatricolazione al 14 settembre 2022 va revisionata entro il 30 settembre 2026. Non entro il 14: entro la fine del mese. Se la stessa auto fosse stata consegnata solo a novembre, perché rimasta ferma in piazzale due mesi, la scadenza resterebbe comunque settembre, perché il riferimento è l’immatricolazione e non la consegna. È l’unico calcolo che conta, e si fa una volta sola.

Perché la prima scadenza è quella che si dimentica

Sulle revisioni successive c’è un appiglio pratico: il tagliando precedente, il promemoria dell’officina, l’abitudine. Sulla prima non c’è niente di tutto questo, e quattro anni sono un intervallo abbastanza lungo perché la data esca dalla testa.

A questo si aggiunge un equivoco frequente: la revisione non è il tagliando. Il tagliando è la manutenzione periodica prevista dal costruttore, si fa molto prima e serve a tenere l’auto in efficienza; la revisione è un controllo obbligatorio per legge sulla sicurezza e sulle emissioni, e senza di essa il veicolo non è in regola per circolare. Un’auto può avere tutti i tagliandi in ordine e la revisione scaduta.

Che cosa succede se la scadenza passa

Circolare con la revisione scaduta è una violazione dell’articolo 80 del Codice della Strada. Oltre alla sanzione amministrativa è previsto che il veicolo venga sottoposto a revisione: fino a quel momento non può essere usato regolarmente su strada.

Va aggiunta una cosa che sorprende molti: la sanzione non scatta solo se ti fermano su strada. Le revisioni sono registrate in una banca dati nazionale, e il controllo può avvenire anche senza che nessuno ti abbia fatto accostare. Contare sul non essere fermati non è una strategia.

C’è poi il capitolo assicurativo, che è quello che pesa di più e che quasi nessuno considera al momento: in caso di sinistro, una revisione scaduta può diventare un elemento su cui la compagnia costruisce una contestazione. Non è una regola automatica e dipende dal contratto, ma è una complicazione che si evita con un appuntamento.

Che cosa portare il giorno della revisione

Serve la carta di circolazione in originale. Se il veicolo ha subito modifiche omologate — un gancio di traino, un impianto GPL o metano — devono risultare annotate, perché la revisione verifica anche la corrispondenza fra il veicolo e quanto dichiarato sul documento.

Vale la pena arrivare con l’auto in condizioni normali di utilizzo: luci funzionanti, pneumatici in ordine, nessuna spia accesa sul cruscotto. Non è una formalità estetica. Le voci che più spesso fanno ripetere il controllo sono banali — una lampadina fulminata, un pneumatico sotto il limite di battistrada, un tergicristallo che non pulisce — e sono tutte cose che si risolvono prima, in pochi minuti, invece di dover tornare.

Se l’esito non è favorevole

Quando il controllo rileva qualcosa da sistemare, l’esito è “ripetere”: si interviene sul difetto e si ripresenta il veicolo. Fino a quel momento l’auto risulta con revisione non regolare, quindi conviene non lasciar passare tempo fra il primo controllo e la ripetizione.

Dove farla, e perché conviene prenotare

La revisione si può fare presso la Motorizzazione oppure presso un centro di revisione autorizzato, che esegue il controllo per conto del Ministero con gli stessi criteri. Cambia la comodità, non la sostanza dell’esame.

Da Codeghini Auto, a Vizzolo Predabissi fra Melegnano e San Giuliano, la revisione si esegue su appuntamento: significa che l’auto entra all’ora fissata e non resta in coda. Se vuoi organizzare il controllo trovi tempi e modalità nella pagina dedicata alla revisione auto; per fissare la data puoi contattarci direttamente.

Un’ultima cosa che semplifica gli anni successivi: segna la scadenza sul telefono il giorno stesso in cui ritiri il tagliando. Dalla seconda revisione in poi la cadenza è regolare, e con un promemoria la questione smette di esistere.

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